Diocesi di Ales - Terralba
![]() |
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
"Il seminatore uscì a seminare."
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13, 1-9
IL SEMINATORE IMPERFETTO E FELICE
Gesù racconta la sua prima parabola galleggiando sopra una barca. Egli amava il paesaggio del lago e amava la terra, i campi di grano, le distese di spighe, di papaveri, di fiordalisi. Guardava la vita e nascevano parabole. “E non parlava loro se non per parabole”, che non si perdono in preamboli ma raccontano semplicemente un fatto.
Osserva un seminatore, e nel suo gesto intuisce qualcosa di Dio. “Il seminatore uscì a seminare”, ma non un seminatore qualsiasi, è il Seminatore per eccellenza. Uno che spera anche nei sassi e nelle spine, un prodigo inguaribile. Un sognatore che vede vita ovunque, convinto che persino la sterpaglia si possa trasformare in giardino.
Ed ecco che l’immagine d’un tempo antico ci riempie gli occhi della mente: un uomo con una sacca al collo che percorre un campo arato a passi lenti e misurati, compiendo un gesto largo della mano, sapiente e solenne. Con il suo gesto scavalca il buon terreno. Il seminatore, che può sembrare sprovveduto, butta il seme sull’interezza del terreno, vede e abbraccia l’imperfezione del campo del mondo, dove nessuno è discriminato.
Non possiamo aspettare che le cose, le persone, siano perfette per cominciare ad amarle. E il seminatore, che sembra sprecare il seme sui sassi e sui tratturi, è Dio che abbraccia ogni persona così com’è, come una storia imperfetta ma dove è sempre possibile ricominciare. E lo diresti il racconto di una semina fallimentare se non fosse per il finale, che è determinante: e davano frutto, detto all’imperfetto, come una azione lunga, protratta, che continua, una fruttificazione che non si esaurisce Il male non ferma la storia, la semina va avanti. Tutto è fiducia incamminata, una pioggia continua di semi di Dio cade tutti i giorni sopra di noi. E il seminatore, che sembra sprecare il seme sui sassi e sui tratturi, è Dio che abbraccia ogni persona così com’è, come una storia imperfetta ma dove è sempre possibile ricominciare. E lo diresti il racconto di una semina fallimentare se non fosse per il finale, che è determinante: e davano frutto, detto all’imperfetto, come una azione lunga, protratta, che continua, una fruttificazione che non si esaurisce Il male non ferma la storia, la semina va avanti. Tutto è fiducia incamminata, una pioggia continua di semi di Dio cade tutti i giorni sopra di noi.
Il mio Dio contadino sa che, per tre volte, come dice la parabola, per infinite volte, come dice la mia esperienza, non rispondo, ma poi accade che una volta almeno rispondo, e allora è il trenta, il sessanta, il cento per uno.
Tutti siamo feriti e opachi, campo duro e spinoso. Eppure la nostra umanità imperfetta è ancora adatta per il seme di Dio. E lui respira meglio, mano a mano che diventiamo non già più bravi e perfetti, ma sempre più noi stessi, sempre più veri e autentici.
L’etica del Vangelo non è quella di un campo senza spine, ma è quella del frutto. Lo sguardo del seminatore non si posa sull’assenza o meno di difetti di rovi, di sassi, ma sulla fecondità di domani, su spighe piene, generose, gonfie, profezia di pane spezzato per la fame dei figli.
Il cristiano è consapevole che la sua vita darà frutto, ma senza pretendere di sapere come, né dove, né quando. Ha la certezza che non va perduta nessuna opera d’amore, nessuna generosa pazienza, ma che tutto ciò circola nelle vene del mondo come forza di vita» (Evangelii gaudium 278-279).
padre Ermes Ronchi
VADEMECUM per l’accesso alla chiesa e per lo svolgimento delle celebrazioni liturgiche
CENTRO DI SOLIDARIETÀ “PAPA FRANCESCO” - Via Lavatoio, 3
CENTRO DI ACCOGLIENZA (dal lunedì al venerdì: ore 9-11)
Ogni domenica alle ore 12.30: Mensa di Fraternità
SPORTELLO FARMACEUTICO (per persone in disagio economico)
Scalette del Seminario - Apertura: il martedì dalle 18 alle 20
Partecipa alla raccolta di cibo per i poveri
Una sola famiglia, cibo per tutti: è compito nostro
La Chiesa italiana aderisce alla campagna di Charitas Internationalis e lanciata da papa Francesco per dare voce a tutti coloro che soffrono silenziosamente la fame.
Si può firmare l’appello che sarà presentato all’Onu per chiedere una legislazione più attenta al diritto al cibo per tutti
Continua a consultare gli eventi e le novità di questa settimana...

Il
NUOVO SMART-foglio settimanale della comunità cristiana di
villacidro












