Diocesi di Ales - Terralba


 


 

domenica 28 giugno 2015

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - B

"Fanciulla, io ti dico: Àlzati!"

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

(Vangelo di Marco 5, 21-43)


GESÙ CI PRENDE PER MANO E CI DICE: «ÀLZATI!»

Gesù cammina verso una casa dove una bambina di 12 anni è morta, cammina accanto al dolore del padre. Giunsero alla casa del capo della sinagoga e c'era gente che piangeva e gridava forte. Entrato, disse loro: “Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme”. Dorme. Verbo entrato nella fede e nel linguaggio comune: infatti la parola cimitero deriva dal verbo greco che designa il dormire. Cimitero è la casa dei dormienti, è la casa di Giairo, dove i figli e le figlie di Dio non sono morti, ma dormono, in attesa della mano che li rialzerà.
Lo deridono, allora, con la stessa derisione con cui dicono anche a noi: “Tu credi nella vita dopo la morte? Sei un illuso: finito io, finito tutto”. E Gesù a ripetere: “Tu abbi fede”, lascia che la Parola della fede riprenda a mormorare in cuore, che salga alle labbra con un'ostinazione da innamorati: Dio è il Dio dei vivi e non dei morti.
Gesù cacciati fuori tutti, prende con sé il padre e la madre, ricompone il cerchio vitale degli affetti, il cerchio dell'amore che dà la vita. Poi prende per mano la piccola bambina, perché bisogna toccare la disperazione delle persone per poterle rialzare.
Chi è Gesù? Una mano che ti prende per mano. Bellissima immagine: la sua mano nella mia mano, concretamente, dolcemente, si intreccia con la mia vita, il suo respiro nel mio, le sue forze con le mie forze. E le disse: “Talità kum. Fanciulla, io ti dico: àlzati!”. Lui può aiutarla, sostenerla, ma è lei, è solo lei che può risollevarsi: àlzati! E lei si alza e si mette a camminare.
Su ciascuno di noi qualunque sia la porzione di dolore che portiamo dentro, qualunque sia la nostra porzione di morte, su ciascuno il Signore fa scendere la benedizione di quelle antiche parole: Talità kum.
Giovane vita àlzati, risorgi, riprendi la fede, la lotta, la scoperta, la vita, torna a ricevere e a restituire amore.

(Padre Ermes Ronchi)

 



 



 

 

 

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Il mercoledì è presente un sacerdote per il dialogo e l’ascolto
Ogni domenica alle ore 12.30: Mensa di Fraternità
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Scalette del Seminario - Apertura: il martedì dalle 17 alle 19
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PUNTO FAMIGLIA (Sportello di prossimità per situazioni di disagio familiare)
Scalette del Seminario - Apertura: il mercoledì dalle 16 alle 20


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Una sola famiglia, cibo per tutti: è compito nostro
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Si può firmare l’appello che sarà presentato all’Onu per chiedere una legislazione più attenta al diritto al cibo per tutti

 

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