Diocesi di Ales - Terralba


 


 

domenica 29 marzo 2015 - DOMENICA delle PALME
"La passione del Signore."

 

 

 

 

Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.

(Lettera ai Filippesi 2,6-11)


CHI SONO IO, DAVANTI AL MIO SIGNORE?

Questa settimana incomincia con la processione festosa con i rami di ulivo, ma va avanti nel mistero della morte di Gesù e della sua risurrezione. Ascoltando la Passione del Signore, ci farà bene farci soltanto una domanda: chi sono io? Chi sono io, davanti al mio Signore? Chi sono io, davanti a Gesù che entra in festa in Gerusalemme? Sono capace di esprimere la mia gioia, di lodarlo? O prendo distanza? Chi sono io, davanti a Gesù che soffre? Abbiamo sentito tanti nomi, tanti nomi. Il gruppo dei dirigenti, alcuni sacerdoti, alcuni farisei, alcuni maestri della legge, che avevano deciso di ucciderlo. Aspettavano l’opportunità di prenderlo. Sono io come uno di loro?
Abbiamo sentito anche un altro nome: Giuda. 30 monete. Sono io come Giuda? Abbiamo sentito altri nomi: i discepoli che non capivano niente, che si addormentavano mentre il Signore soffriva. La mia vita è addormentata? O sono come i discepoli, che non capivano che cosa fosse tradire Gesù? Come quell’altro discepolo che voleva risolvere tutto con la spada: sono io come loro? Sono io come Giuda, che fa finta di amare e bacia il Maestro per consegnarlo, per tradirlo? Sono io, traditore? Sono io come quei dirigenti che di fretta fanno il tribunale e cercano falsi testimoni? E quando faccio queste cose, se le faccio, credo che con questo salvo il popolo?
Sono io come Pilato? Quando vedo che la situazione è difficile, mi lavo le mani e non so assumere la mia responsabilità e lascio condannare – o condanno io – le persone?
Sono io come quella folla che non sapeva bene se era in una riunione religiosa, in un giudizio o in un circo, e sceglie Barabba? Per loro è lo stesso: era più divertente, per umiliare Gesù.
Sono io come i soldati che colpiscono il Signore, gli sputano addosso, lo insultano, si divertono con l’umiliazione del Signore?
Sono io come il Cireneo che tornava dal lavoro, affaticato, ma ha avuto la buona volontà di aiutare il Signore a portare la croce?
Sono io come quelli che passavano davanti alla Croce e si facevano beffe di Gesù: “Era tanto coraggioso! Scenda dalla croce, a noi crederemo in Lui!”. Farsi beffe di Gesù…
Sono io come quelle donne coraggiose, e come la Mamma di Gesù, che erano lì, soffrivano in silenzio? Sono io come Giuseppe, il discepolo nascosto, che porta il corpo di Gesù con amore, per dargli sepoltura?
Sono io come le due Marie che rimangono davanti al Sepolcro piangendo, pregando?
Sono io come quei capi che il giorno seguente sono andati da Pilato per dire: “Guarda che questo diceva che sarebbe risuscitato. Che non venga un altro inganno!”, e bloccano la vita, bloccano il sepolcro per difendere la dottrina, perché la vita non venga fuori?
Dov’è il mio cuore? A quale di queste persone io assomiglio? Che questa domanda ci accompagni durante tutta la settimana.
(Papa Francesco, Omelia della Domenica delle Palme 2014)

 


 

Vi anticipo l’augurio di una Settimana davvero Santa nel desiderio di incontrare Dio nei Sacramenti e nell’amore al povero.
Vi rendo conto di alcune situazioni:
Grazie a tutti quelli che hanno sostenuto la Lotteria a premi per la costruzione dell’Oratorio cittadino.
Per quanto riguarda i lavori in parrocchia siamo a buon punto e dovremmo starci nei tempi previsti di giugno. Non sono mancati gli imprevisti soprattutto nella tenuta del tetto che richiede urgenti interventi.
Di cuore ringrazio la buona volontà di famiglie della nostra Comunità che per quello che hanno potuto si sono rese generose nell’offrire il proprio contributo. Fino adesso le offerte sono state di € 7690 a fronte di una spesa di 20.000. La Parrocchia, salvo isolati aiuti esterni, può contare unicamente sulle offerte dei parrocchiani raccolte durante le funzioni religiose e offerte liberali date in mano ai sacerdoti. So e verifico continuamente la vostra generosità e mi dispiace sollecitarla ulteriormente.

Grazie dell’attenzione
don Corrado



QUARESIMA di CARITA’: siamo invitati a ritrovare un rapporto autentico con il nostro prossimo, in particolare con i poveri, con quanti sperimentano la sofferenza e l’abbandono. SOSTIENI CON I VIVERI IL CENTRO di SOLIDARIETA’: “Un pane per amor di Dio”


ABBIAMO ESTRATTO I NUMERI, CONTROLLA SE HAI VINTO! ELENCO DEI NUMERI ESTRATTI
GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE HANNO PARTECIPATO E HANNO CONTRIBUITO ALLA CAUSA DELLA COSTRUZIONE DELL’ORATORIO

 


CENTRO DI SOLIDARIETÀ “PAPA FRANCESCO” - Via Lavatoio, 3

CENTRO DI ACCOGLIENZA (dal lunedì al venerdì: ore 9-11)
Il mercoledì è presente un sacerdote per il dialogo e l’ascolto
Ogni domenica alle ore 12.30: Mensa di Fraternità
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SPORTELLO FARMACEUTICO (per persone in disagio economico)
Scalette del Seminario - Apertura: il martedì dalle 17 alle 19
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PUNTO FAMIGLIA (Sportello di prossimità per situazioni di disagio familiare)
Scalette del Seminario - Apertura: il mercoledì dalle 16 alle 20


Partecipa alla raccolta di cibo per i poveri

Una sola famiglia, cibo per tutti: è compito nostro
La Chiesa italiana aderisce alla campagna di Charitas Internationalis e lanciata da papa Francesco per dare voce a tutti coloro che soffrono silenziosamente la fame.
Si può firmare l’appello che sarà presentato all’Onu per chiedere una legislazione più attenta al diritto al cibo per tutti

 

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