Diocesi di Ales - Terralba


 

 



 

19 aprile 2021

III DOMENICA di PASQUA (ANNO B)

"Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno."

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Vangelo secondo Luca 24, 35-48

 


 

GESÙ RISORTO E QUELL'INVITO A MANGIARE ASSIEME A LUI

Stanno ancora parlando, dopo la gioiosa corsa notturna di ritorno a Gerusalemme, quando Gesù di persona apparve in mezzo a loro. In mezzo: non sopra di loro; non davanti, affinché nessuno sia più vicino di altri. Ma in mezzo: tutti importanti allo stesso modo e lui collante delle vite. Pace è la prima parola. La pace è qui: pace alle vostre paure, alle vostre ombre, ai pensieri che vi torturano, ai rimorsi, ai sentieri spezzati, pace anche a chi è fuggito, a Tommaso che non c'è, pace anche a Giuda...
Sconvolti e pieni di paura credevano di vedere un fantasma. Lo conoscevano bene, dopo tre anni di Galilea, di olivi, di lago, di villaggi, di occhi negli occhi, eppure non lo riconoscono. Gesù è lo stesso ed è diverso, è il medesimo ed è trasformato, è quello di prima ma non più come prima: la Risurrezione non è un semplice ritorno indietro, è andare avanti, trasformazione, pienezza. Gesù l'aveva spiegato con la parabola del chicco di grano che diventa spiga: viene sepolto come piccola semente e risorge dalla terra come spiga piena. Mi consola la fatica dei discepoli a credere, è la garanzia che non si tratta di un evento inventato da loro, ma di un fatto che li ha spiazzati. Allora Gesù pronuncia, per sciogliere paure e dubbi, i verbi più semplici e familiari: “Guardate, toccate, mangiamo insieme! Non sono un fantasma”. Mi colpisce il lamento di Gesù, umanissimo lamento: non sono un fiato nell'aria, un mantello di parole pieno di vento... E senti il suo desiderio di essere accolto come un amico che torna da lontano, da abbracciare con gioia. Un fantasma non lo puoi amare né stringere a te, quello che Gesù chiede. Toccatemi: da chi vuoi essere toccato? Solo da chi è amico e ti vuol bene. Gli apostoli si arrendono ad una porzione di pesce arrostito, al più familiare dei segni, al più umano dei bisogni, ad un pesce di lago e non agli angeli, all'amicizia e non a una teofania prodigiosa. Lo racconteranno come prova del loro incontro con il Risorto: noi abbiamo mangiato con lui dopo la sua risurrezione (At 10,41). Mangiare è il segno della vita; mangiare insieme è il segno più eloquente di una comunione ritrovata; un gesto che rinsalda i legami delle vite e li fa crescere. Insieme, a nutrirsi di pane e di sogni, di intese e reciprocità. E conclude: di me voi siete testimoni. Non predicatori, ma testimoni, è un'altra cosa. Con la semplicità di bambini che hanno una bella notizia da dare, e non ce la fanno a tacere, e gliela leggi in viso. La bella notizia è questa: Gesù è vivo, è potenza di vita, avvolge di pace, piange le nostre lacrime, ci cattura dentro il suo risorgere, ci solleva a pienezza, su ali d'aquila, nel tempo e nell'eternità.

padre Ermes Ronchi

 


 

IL CENTRO DI SOLIDARIETÀ PAPA FRANCESCO


Il Centro di Solidarietà Papa Francesco è uno dei frutti concreti della testimonianza della carità della nostra comunità villacidrese.
Raccoglie e distribuisce beni di prima necessità provenienti dalla Caritas diocesana, dalle imprese del territorio e dalle famiglie di Villacidro. Inoltre, attraverso lo sportello farmaceutico raccoglie e distribuisce farmaci di fascia C, presidi sanitari e prodotti per la prima infanzia.
Il tuo aiuto è più che mai necessario in questo periodo difficile. Puoi offrire generi alimentari, ma anche prodotti per l’igiene personale e della casa.
Per farli pervenire al Centro:
- puoi portarli con te quando vai a Messa;
- puoi depositarli in appositi spazi nelle chiese parrocchiali;
- puoi concordare la consegna con i volontari.
Inoltre, puoi anche offrire del denaro:
- in contanti, direttamente ai parroci;
- con bonifico bancario IBAN: IT 62 R 01015 44041 000070637179 intestato a Centro di Solidarietà Papa Francesco
Desideriamo ringraziare tutti coloro che continuano a sostenere quest’opera di carità. Ringraziamo di cuore anche quelle famiglie che in occasione di un lutto, in alternativa ad altri gesti più tradizionali, decidono di offrire, in parte o per intero, un pasto alla mensa domenicale dei poveri.
“Non è forse questo il giorno gradito al Signore? Dividere il pane con l’affamato?” (cfr. Is 58,5-7). Così si esprime il profeta Isaia parlando del vero culto gradito a Dio. E noi non possiamo che lodare il Signore per coloro che anche nel dolore si ricordano dei poveri con un gesto squisitamente eucaristico.
Per ulteriori informazioni rivolgiti ai parroci o ai volontari del Centro.

 


 

OTTOPERMILLE... all’Unità pastorale di Villacidro

Nel mese di gennaio 2020 l’Ufficio Amministrativo della Diocesi di Ales-Terralba ha erogato alle parrocchie i contributi 8xmille ricevuti dalla CEI (Conf. Episcopale Italiana). Questo denaro giunge alla Chiesa grazie alle firme di coloro che in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi scelgono di destinare questa quota alla Chiesa Cattolica. Anche quest’anno, nel massimo rispetto della libertà di ciascuno, invitiamo tutti a fare questa scelta.
È davanti a ciascuno di noi l’impegno costante della Chiesa a favore dei poveri, anche in questo periodo di emergenza dovuta al covid-19. Le parrocchie e la Caritas continuano ad essere in prima linea per sostenere le famiglie alle prese con le conseguenze economiche della pandemia.
Anche le tre parrocchie villacidresi hanno ricevuto un contributo a volte diversificato negli importi, ma sempre condiviso come unità pastorale, per sostenere le spese legate alla formazione degli operatori pastorali, delle attività di evangelizzazione dei bambini, dei ragazzi e dei giovani e delle opere di carità.
Il Centro di Solidarietà Papa Francesco è finanziato dai fondi 8xmille, oltre alle quote mensili delle parrocchie di Villacidro. Anche grazie a questi fondi è possibile portare avanti la distribuzione quotidiana di generi di prima necessità, la distribuzione dei pasti caldi la domenica e - attraverso lo Sportello farmaceutico - la distribuzione gratuita di farmaci di fascia C, di prodotti per l’infanzia e di presidi sanitari.

  Esigenze di culto e pastorale Interventi caritativi
Parrocchia sant'Antonio € 5.000 € 5.000
Parrocchia S. Barbara € 8.000 € 5.000
Parrocchia Madonna del Rosario € 4.000 € 5.000
Centro Papa Francesco -------------------- € 15.000

 


VADEMECUM per l’accesso alla chiesa e per lo svolgimento delle celebrazioni liturgiche


CENTRO DI SOLIDARIETÀ “PAPA FRANCESCO” - Via Lavatoio, 3

CENTRO DI ACCOGLIENZA (dal lunedì al venerdì: ore 9-11)
Ogni domenica alle ore 12.30: Mensa di Fraternità
SPORTELLO FARMACEUTICO (per persone in disagio economico)
Scalette del Seminario - Apertura: il martedì dalle 18 alle 20


Partecipa alla raccolta di cibo per i poveri

Una sola famiglia, cibo per tutti: è compito nostro
La Chiesa italiana aderisce alla campagna di Charitas Internationalis e lanciata da papa Francesco per dare voce a tutti coloro che soffrono silenziosamente la fame.
Si può firmare l’appello che sarà presentato all’Onu per chiedere una legislazione più attenta al diritto al cibo per tutti

 

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