Diocesi di Ales - Terralba


 

 


Festa di S. Antonio abate: si tiene domenica 23 gennaio, nella chiesa di S. Barbara. A causa della pandemia in corso, nella vigilia, non si potrà accendere e benedire il fuoco.

 

16 gennaio 2022 II DOMENICA T.O. (ANNO C)

"Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù."

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta
la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica,fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto».
Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Vangelo secondo Giovanni 2, 1-11

 

 

 


 

A CANA IL VOLTO GIOIOSO DEL PADRE

Festa un po' strana, quella di Cana di Galilea: lo sposo è del tutto marginale, la sposa neppure nominata; protagonisti sono due invitati, e alcuni ragazzi che servono ai tavoli. Il punto che cambia la direzione del racconto è il vino che viene a mancare. Il vino nella Bibbia è il simbolo dell'amore. E il banchetto che è andato in crisi racconta, in metafora, la crisi dell'amore tra Dio e l'umanità, un rapporto che si va esaurendo stancamente, come il vino nelle anfore. Occorre qualcosa di nuovo. Vi erano là sei anfore di pietra... Occorre riempirle d'altro, finirla con la religione dei riti esterni, del lavarsi le mani come se ne venisse lavato il cuore; occorre vino nuovo: passare dalla religione dell'esteriorità a quella dell'interiorità, dell'amore che ti fa fare follie, che fa nascere il canto e la danza, come un vino buono, inatteso, abbondante, che fa il cuore ubriaco di gioia (Salmo 104,15).
Il Vangelo chiama questo il “principe dei segni”, il capostipite di tutti: se capiamo Cana, capiamo gran parte del Vangelo. A Cana è il volto nuovo di Dio che appare: un Dio inatteso, colto nelle trame festose di un pranzo nuziale; che al tempio preferisce la casa; che si fa trovare non nel santuario, nel deserto, sul monte, ma a tavola. E prende parte alla gioia degli uomini, la approva, si allea con loro, con l'umanissima, fisica, sensibile gioia di vivere; con il nudo, semplice, vero piacere di amare; che preferisce figli felici a figli obbedienti, come ogni padre e madre. Il nostro cristianesimo che ha subito un battesimo di tristezza, a Cana riceve un battesimo di gioia.
Maria vive con attenzione ciò che accade attorno a lei, con quella «attenzione che è già una forma di preghiera» (S. Weil): «non hanno più vino». Notiamo le parole precise. Non già: è finito il vino; ma loro, i due ragazzi, non hanno più vino, sta per spegnersi la loro festa. Prima le persone. E alla risposta brusca di Gesù, Maria rilancia: qualunque cosa vi dica, fatela! Sono le sue ultime parole, poi non parlerà più: Fate il suo Vangelo! Non solo ascoltatelo, ma fatelo, rendetelo gesto e corpo, sangue e carne. E si riempiranno le anfore vuote del cuore. E si trasformerà la vita da vuota a piena, da spenta a fiorita.
Il mio Gesù è il rabbi che amava i banchetti, che soccorre i poveri di pane e i poveri di vino. Il Dio in cui credo è il Dio di Gesù, quello delle nozze di Cana; il Dio della festa e del gioioso amore danzante; credo in un Dio felice, che sta dalla parte del vino migliore, del profumo di nardo prezioso, dalla parte della gioia: la felicità di questa vita si pesa sul dare e sul ricevere amore.

padre Ermes Ronchi

 


Catechesi per la Cresima e dintorni...
Stando al programma già reso noto in autunno, subito dopo le feste natalizie si dovrebbe riprendere la catechesi in preparazione alla Cresima per i ragazzi di terza media. Ad oggi, non ci sentiamo di comunicare ancora una data di inizio del percorso, per due ordini di motivi.
Il primo riguarda la situazione pandemica, in continua evoluzione (in senso negativo) anche nella nostra cittadina di Villacidro. È nostra intenzione monitorare ancora la situazione, tenendo conto, tra le altre, delle misure che saranno prese anche in ambito scolastico.
Il secondo ordine di motivi riguarda la scarsità di segnali di interesse da parte dei presunti... “interessati”.
La partecipazione alla Messa festiva (soprattutto in tempi in cui poco o null’altro si può fare) è il “minimo sindacale” di partecipazione alla vita comunitaria.
Purtroppo noi parroci - assieme al resto della comunità che si adopera, non senza fatica e sacrificio, per rendere possibile la partecipazione alle celebrazioni liturgiche - facciamo fatica a vedere questi segnali sia nei presunti futuri cresimandi, sia nei ragazzi appena cresimati, come anche negli altri bambini.
In ogni caso, in attesa di eventuali nuovi sviluppi della situazione pandemica e in vista della programmazione di una data di inizio dei percorsi di catechesi, chiediamo alle famiglie dei bambini e dei ragazzi che devono completare o che hanno concluso l’itinerario di iniziazione cristiana, di riprendere ad alimentare la fiamma della fede con la preghiera e la Messa domenicale: siamo certi, infatti, che quella luce continua a brillare nelle loro case, specialmente in questi tempi così difficili per tutti.

I vostri parroci


 

OTTOPERMILLE... all’Unità pastorale di Villacidro

Nel mese di gennaio 2021 l’Ufficio Amministrativo della Diocesi di Ales-Terralba ha erogato alle parrocchie i contributi 8xmille ricevuti dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) per l’anno 2020. Questo denaro giunge alla Chiesa grazie alle firme di coloro che in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi scelgono di destinare questa quota alla Chiesa Cattolica.
A parte un contributo ricevuto dalla Parrocchia S. Antonio per le attività pastorali, le somme ricevute quest’anno dall’Unità Pastorale di Villacidro sono per lo più destinate alle opere di carità nei confronti di tante famiglie che, a causa della pandemia, si ritrovano in situazioni economiche precarie. La testimonianza della carità è portata avanti dalle parrocchie anche e soprattutto grazie all’opera del Centro di Solidarietà Papa Francesco che, come si evince dalla tabella seguente, è destinatario di un contributo importante.
Tale somma, assieme alla generosità dei benefattori, ha permesso tra l’altro l’opera di manutenzione della cucina e della mensa, che sono state rinnovate per continuare ad offrire il pasto caldo domenicale (per ora solo da asporto).
Oltre alla mensa domenicale, il Centro è impegnato nella distribuzione infrasettimanale dei generi di prima necessità e nella distribuzione gratuita, attraverso lo “Sportello farmaceutico”, di farmaci di fascia C, di prodotti per l’infanzia e di presidi sanitari.

  Esigenze di culto e pastorale Interventi caritativi
Parrocchia sant'Antonio € 4.000,00 € 5.000
Parrocchia S. Barbara   € 5.000
Parrocchia Madonna del Rosario   € 5.000
Centro Papa Francesco -------------------- € 15.000

 


 

IL CENTRO DI SOLIDARIETÀ PAPA FRANCESCO


Il Centro di Solidarietà Papa Francesco è uno dei frutti concreti della testimonianza della carità della nostra comunità villacidrese.
Raccoglie e distribuisce beni di prima necessità provenienti dalla Caritas diocesana, dalle imprese del territorio e dalle famiglie di Villacidro. Inoltre, attraverso lo sportello farmaceutico raccoglie e distribuisce farmaci di fascia C, presidi sanitari e prodotti per la prima infanzia.
Il tuo aiuto è più che mai necessario in questo periodo difficile. Puoi offrire generi alimentari, ma anche prodotti per l’igiene personale e della casa.
Per farli pervenire al Centro:
- puoi portarli con te quando vai a Messa;
- puoi depositarli in appositi spazi nelle chiese parrocchiali;
- puoi concordare la consegna con i volontari.
Inoltre, puoi anche offrire del denaro:
- in contanti, direttamente ai parroci;
- con bonifico bancario IBAN: IT 62 R 01015 44041 000070637179 intestato a Centro di Solidarietà Papa Francesco
Desideriamo ringraziare tutti coloro che continuano a sostenere quest’opera di carità. Ringraziamo di cuore anche quelle famiglie che in occasione di un lutto, in alternativa ad altri gesti più tradizionali, decidono di offrire, in parte o per intero, un pasto alla mensa domenicale dei poveri.
“Non è forse questo il giorno gradito al Signore? Dividere il pane con l’affamato?” (cfr. Is 58,5-7). Così si esprime il profeta Isaia parlando del vero culto gradito a Dio. E noi non possiamo che lodare il Signore per coloro che anche nel dolore si ricordano dei poveri con un gesto squisitamente eucaristico.
Per ulteriori informazioni rivolgiti ai parroci o ai volontari del Centro.

 


VADEMECUM per l’accesso alla chiesa e per lo svolgimento delle celebrazioni liturgiche


CENTRO DI SOLIDARIETÀ “PAPA FRANCESCO” - Via Lavatoio, 3

CENTRO DI ACCOGLIENZA (dal lunedì al venerdì: ore 9-11)
Ogni domenica alle ore 12.30: Mensa di Fraternità
SPORTELLO FARMACEUTICO (per persone in disagio economico)
Scalette del Seminario - Apertura: il martedì dalle 18 alle 20


Partecipa alla raccolta di cibo per i poveri

Una sola famiglia, cibo per tutti: è compito nostro
La Chiesa italiana aderisce alla campagna di Charitas Internationalis e lanciata da papa Francesco per dare voce a tutti coloro che soffrono silenziosamente la fame.
Si può firmare l’appello che sarà presentato all’Onu per chiedere una legislazione più attenta al diritto al cibo per tutti

 

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