Diocesi di Ales - Terralba


 

 



 

12 luglio 2020

XV DOMENICA T.O. (ANNO A)

 

"Il seminatore uscì a seminare."

 

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

Vangelo secondo Matteo 11, 25-30

 


 

LA SEMINA «DIVINA» NON ESCLUDE NESSUNO

Egli parlò loro di molte cose con parabole. Le parabole sono uscite così dalla viva voce del Maestro. Ascoltarle è come ascoltare il mormorio della sorgente, il momento iniziale, fresco, sorgivo del Vangelo. Le parabole non sono un ripiego o un'eccezione, ma la punta più alta e geniale, la più rifinita del linguaggio di Gesù. Egli amava il lago, i campi di grano, le distese di spighe e di papaveri, i passeri in volo, il fico. Osservava la vita e nascevano parabole. Prendeva storie di vita e ne faceva storie di Dio, svelava che «in ogni cosa è seminata una sillaba della Parola di Dio» (Laudato si').
Il seminatore uscì a seminare. Gesù immagina la storia, il creato, il regno come una grande semina: è tutto un seminare, un volare di grano nel vento, nella terra, nel cuore. È tutto un germinare, un accestire, un maturare. Ogni vita è raccontata come un albeggiare continuo, una primavera tenace. Il seminatore uscì, ed il mondo è già gravido. Ed ecco che il seminatore, che può sembrare sprovveduto perché parte del seme cade su sassi e rovi e strada, è invece colui che abbraccia l'imperfezione del campo del mondo, e nessuno è discriminato, nessuno escluso dalla semina divina. Siamo tutti duri, spinosi, feriti, opachi, eppure la nostra umanità imperfetta è anche una zolla di terra buona, sempre adatta a dare vita ai semi di Dio.
Ci sono nel campo del mondo, e in quello del mio cuore, forze che contrastano la vita e le nascite. La parabola non spiega perché questo accada. E non spiega neppure come strappare infestanti, togliere sassi, cacciare uccelli. Ma ci racconta di un seminatore fiducioso, la cui fiducia alla fine non viene tradita: nel mondo e nel mio cuore sta crescendo grano, sta maturando una profezia di pane e di fame saziata. Lo spiega il verbo più importante della parabola: e diede frutto. Fino al cento per uno. E non è una pia esagerazione. Vai in un campo di frumento e vedi che talvolta da un chicco solo possono accestire diversi steli, ognuno con la sua spiga. L'etica evangelica non cerca campi perfetti, ma fecondi. Lo sguardo del Signore non si posa sui miei difetti, su sassi o rovi, ma sulla potenza della Parola che rovescia le zolle sassose, si cura dei germogli nuovi e si ribella a tutte le sterilità.
E farà di me terra buona, terra madre, culla accogliente di germi divini. Gesù racconta la bellezza di un Dio che non viene come mietitore delle nostre poche messi, ma come il seminatore infaticabile delle nostre lande e sterpaglie. E imparerò da lui a non aver bisogno di raccolti, ma di grandi campi da seminare insieme, e di un cuore non derubato; ho bisogno del Dio seminatore, che le mie aridità non stancano mai.

padre Ermes Ronchi

 


Feste religiose estive a Villacidro ai tempi del Covid-19
Villacidro, si sa, è nota tra l’altro anche per il grande bagaglio di fede e devozione per i santi. L’estate in particolare, ma a dire il vero anche le altre stagioni, è scandita da una serie quasi ininterrotta di feste in onore dei santi che insieme proteggono dal di dentro e dal di fuori il centro abitato. Dopo le feste pasquali, a primavera inoltrata, abbiamo S. Efisio, S. Isidoro, S. Antonio di Padova, S. Pietro, Madonna del Carmine, S. Sisinnio, l’Assunta, S. Ignazio. A queste feste religiose, spesso accompagnate da festeggiamenti civili, si aggiungono le feste dell’autunno e dell’inverno: Madonna del Rosario, l’Immacolata, S. Barbara, S. Antonio abate.
Quest’anno 2020, purtroppo, a causa della diffusione del covid-19, le modalità di espressione della devozione nei confronti dei santi protettori di Villacidro devono necessariamente subire alcune importanti limitazioni.
Le norme attualmente in vigore impediscono di svolgere alcun tipo di processione o corteo dietro ad un simulacro o reliquia di un santo. È vietato anche ogni trasporto pubblico di simulacri a piedi, o con animali o con mezzi a motore a passo d’uomo, che causi un seguito spontaneo anche in auto, ma è anche vietato ogni assembramento ai bordi delle strade e delle piazze incluse nel percorso. Ora noi abbiamo ben presenti le folle che accompagnano e che sostano lungo l’itinerario di andata e soprattutto di ritorno della Madonna del Carmine e della reliquia di S. Sisinnio.
Dopo un attento confronto con il vescovo, tra confratelli parroci di Villacidro, con alcuni dei confratelli parroci di paesi e cittadine interessate da feste religiose estive (Mogoro, Arbus, Guspini, Pabillonis) e, non ultimo, dopo il confronto con le autorità civili e militari — in particolare con il Comando Polizia Locale e con il Comando Compagnia Carabinieri di Villacidro che ha reso note le disposizioni stringenti emanate dalla Prefettura di Cagliari per la Festa di Sant’Antonio di Santadi — si è giunti alla conclusione che, come già accaduto per la festa di San Pietro, quest’anno ci si limiterà alle sole Celebrazioni Eucaristiche (e non è poco!). Queste si svolgeranno nei tempi e nei luoghi tradizionali con le limitazioni imposte dalla norme anti-covid, già rese note per le Messe all’interno delle chiese parrocchiali. Pertanto, sarà attuato il contingentamento degli ingressi in base al numero di capienza massima pianificata per l’area interessata dalla celebrazione (che sarà reso noto per tempo), l’obbligo di astenersi dalla partecipazione per chi ha sintomi influenzali o febbre uguale o superiore ai 37,5°C, l’obbligo del distanziamento sociale e dell’uso della mascherina, l’omissione del segno di pace, la Comunione solo sulla mano. Si tratta di prescrizioni conosciute dalla maggior parte dei fedeli e che non impediscono di venerare con fede i Santi, nostri protettori e modelli nel cammino dietro il Signore Gesù.
Vivere questo tempo da credenti, significhi per tutti ricordare che la “processione” più importante è quella che ci pone tutti alla sequela di Gesù: questa processione non ha limitazioni, ma richiede una risposta sincera e costante, nel culto e nella vita!


 

Cari fratelli e sorelle, cari amici,
viviamo un tempo di timida ripresa dopo i mesi della clausura totale, necessaria per porre un freno al diffondersi del covid-19. Se è vero che abbiamo dovuto “sospendere” l’azione sacra propria del popolo (è questo il significato di liturgia), anche se in qualche modo abbiamo pregato ugualmente insieme, è anche vero che l’azione caritativa delle nostre parrocchie, soprattutto attraverso il Centro Papa Francesco, non si è mai interrotta.
Oltre a coloro che sono sostenuti da tempo, tante famiglie, in maniera molto timida e discreta, hanno chiesto aiuto per la prima volta. Purtroppo abbiamo notizia di tante altre famiglie che per pudore o vergogna (non è mai vergogna essere in difficoltà!) non “osano” chiedere sostegno, per affrontare le conseguenze economiche della pandemia che ha attaccato non solo il tessuto sociale, ma anche quello produttivo ed economico del nostro territorio.
Pertanto esortiamo queste ultime famiglie a farsi avanti e a non avere paura di chiedere aiuto, e invitiamo tutti gli uomini e donne di buona volontà di Villacidro (che già hanno mostrato grande generosità durante la quarantena) a non smettere di condividere - attraverso gesti semplici come l’offerta di un po’ di spesa - quello che le possibilità e il buon cuore suggeriscono.
La domanda e l’offerta di generi di prima necessità, oltre che presso i locali del Centro, potrà avere anche noi parroci e le chiese parrocchiali come intermediari.
Continuiamo a camminare insieme e a mostrare il volto bello di una Chiesa che testimonia concretamente la carità di Cristo.

don Giovanni, don Franco, padre Salvatore

 


 

OTTOPERMILLE... all’Unità pastorale di Villacidro

Nel mese di gennaio 2020 l’Ufficio Amministrativo della Diocesi di Ales-Terralba ha erogato alle parrocchie i contributi 8xmille ricevuti dalla CEI (Conf. Episcopale Italiana). Questo denaro giunge alla Chiesa grazie alle firme di coloro che in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi scelgono di destinare questa quota alla Chiesa Cattolica. Anche quest’anno, nel massimo rispetto della libertà di ciascuno, invitiamo tutti a fare questa scelta.
È davanti a ciascuno di noi l’impegno costante della Chiesa a favore dei poveri, anche in questo periodo di emergenza dovuta al covid-19. Le parrocchie e la Caritas continuano ad essere in prima linea per sostenere le famiglie alle prese con le conseguenze economiche della pandemia.
Anche le tre parrocchie villacidresi hanno ricevuto un contributo a volte diversificato negli importi, ma sempre condiviso come unità pastorale, per sostenere le spese legate alla formazione degli operatori pastorali, delle attività di evangelizzazione dei bambini, dei ragazzi e dei giovani e delle opere di carità.
Il Centro di Solidarietà Papa Francesco è finanziato dai fondi 8xmille, oltre alle quote mensili delle parrocchie di Villacidro. Anche grazie a questi fondi è possibile portare avanti la distribuzione quotidiana di generi di prima necessità, la distribuzione dei pasti caldi la domenica e - attraverso lo Sportello farmaceutico - la distribuzione gratuita di farmaci di fascia C, di prodotti per l’infanzia e di presidi sanitari.

  Esigenze di culto e pastorale Interventi caritativi
Parrocchia sant'Antonio € 5.000 € 5.000
Parrocchia S. Barbara € 8.000 € 5.000
Parrocchia Madonna del Rosario € 4.000 € 5.000
Centro Papa Francesco -------------------- € 15.000

 


VADEMECUM per l’accesso alla chiesa e per lo svolgimento delle celebrazioni liturgiche


CENTRO DI SOLIDARIETÀ “PAPA FRANCESCO” - Via Lavatoio, 3

CENTRO DI ACCOGLIENZA (dal lunedì al venerdì: ore 9-11)
Ogni domenica alle ore 12.30: Mensa di Fraternità
SPORTELLO FARMACEUTICO (per persone in disagio economico)
Scalette del Seminario - Apertura: il martedì dalle 18 alle 20


Partecipa alla raccolta di cibo per i poveri

Una sola famiglia, cibo per tutti: è compito nostro
La Chiesa italiana aderisce alla campagna di Charitas Internationalis e lanciata da papa Francesco per dare voce a tutti coloro che soffrono silenziosamente la fame.
Si può firmare l’appello che sarà presentato all’Onu per chiedere una legislazione più attenta al diritto al cibo per tutti

 

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