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Struttura della Chiesa Parrocchiale |
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Struttura della Chiesa Parrocchiale |
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(Dal liber Chronicus) |
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"Dalla relazione fatta dall'illustre Architetto prof. Guido Vascellari, preside del Liceo artistico di Cagliari, per il progetto di ampliamento nel 1960, (ampliamento fatto poi nel 1965-967 con fondi della Regione Autonoma della Sardegna) risulta che la Chiesa Parrocchiale di S. Barbara è stata modificata gradatamente ed in diversi modi. In origine era un modesto Oratorio, forse corrispondente alle esigenze di una piccola popolazione, con tetto a capanna. Poi, verso al fine del '300 ed al principio del '400, dovette sovrapporsi una fabbrica in stile gotico-aragonese a tre navate senza transetto, con tre cappelle laterali originariamente |
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con volta a crociera costolonata e copertura a tetto di |
foto 1 di 1 |
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legno sorretto da archi traversi. Tutto il fasto della fabbrica si manifesta nella "Capilla maior"(presbiterio e altare maggiore), a volta con costoloni e rosoni. Secondo lo stesso Dott. Vascellari, probabilmente si apriva con un ornato finestrone absidale. |
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La facciata, in seguito, fu completata con una cornice rettilinea ed una sequenza di merli traforati, ed era comprese tre due campanili: uno di questi sopravvive nella veste originaria (torre), avente una cupoletta con l'orologio pubblico, certamente aggiunta dalla seconda metà del secolo XIX; l'altro era in rovina, e fu demolito verso il 1928. |
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Da registri di contabilità archiviati nella Curia Vescovile di Ales, risulta che l'attuale Campanile fu costruito verso il 1760. E dai medesimi registri si può dedurre che anche il coro e la paratora (mobili veramente belli, con magnifici intagli ecc.) in legno noce, rimandino al 1750-1760. |
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Secondo l'Architetto Vascellari, in periodo barocco, durante il secolo XVII, l'edificio subì molte modifiche. Specialmente le navate laterali furono rese intercomunicanti; le coppelle furono ricoperte di cupolette senza tamburo; la navata centrale voltata a botte sulle articolazioni di pilastri. Forse, almeno in parte, altra modifica con disegno dell'ex Gesuita Abate Manis del 1776, di cui si parla nei suddetti registri di contabilità. |
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Il portone della chiesa rimanda al 1827, e fu costruito dai falegnami fratelli Giuseppe Antonio e Sisinnio Giorri. La bussola fu costruita nel 1913 dal falegname Collu Giseppino. Vi fu collocato l'organo (costruito nel 1757 da Forge Valenty), che prima era nel coro dietro l'altare maggiore. Lo stesso falegname Collu costruì i mobili della Sacrestia. Era allora parroco il Dott. Giuseppe Ortu.
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Campane: sono tre: |
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Campana di S. Barbara, alta m. 0,80, larga m. 0,85. E del 1722. Ha questa iscrizione: "In honorem Beatae Mariae Virginis et Sancta Barbarae, oppidi Villa Sydro". |
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Campana detta di San Sisinnio. Fu fatta rifondere nel 1884, quando era Parroco Dott. Francesco Sardu. E' alta cm. 65, larga cm. 70. |
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Altra campana più piccola della precedente. Rifusa nel 1858, quando era Parroco il Teol. Vincenzo Usai. E' alta cm. 55, larga cm. 60. |
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Altari: |
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L'Altare Maggiore è di marmo abbastanza pregiato. E' molto antico, almeno del 1750: se ne fa cenno nei registri di contabilità. |
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Gli altari laterali sono più recenti. Un po' più antico è quello di S. Luigi. |
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La Chiesa, fino al 1966, era lunga m. 18, più il presbiterio m. 7,50; larghezza delle cappelle m. 4,50; larghezza della navata principale m. 8; larghezza totale m. 17; altezza dei pilastri m. 8,50, più la volta (m. 3,50); altezza totale m. 12. |
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Il fonte battesimale (di marmo) ha la volta del 1781. |
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La Chiesa Parrocchiale di S. Barbara ha diversi oggetti di grande valore. |
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Ecco i principali: |
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Lampada di argento del 1660
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Un reliquiario della vera Croce del 1764, in argento |
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Un reliquiario di San Sisinnio, molto antico (forse del 1700), in argento |
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Un turibolo piccolo, in argento, stile gotico, molto antico |
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Altro turibolo più grande, pure in argento, con relativa "navicella." |
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